Progetto di ricerca

Il progetto di ricerca “Crimine Informatico”, con le sue inevitabili lacune, vuole rappresentare un invito a chi si occupa di informatica e di criminologia a discutere, coinvolgendo costantemente il mondo del diritto, di tutte quelle realtà criminali che destano angoscia nell’opinione pubblica e preoccupazione nella quotidiana attività professionale.

Questa particolare necessità che il diritto ha di comprendere, almeno nelle linee essenziali, il terreno e i protagonisti (vittime e carnefici) dei reati informatici è uno stimolo  per creare quella necessaria sinergia tra mondi che, sebbene per cultura e formazione si trovano tra loro lontani, devono oggi necessariamente interagire. Come la società nata on-line ha delle esigenze che il diritto non può trascurare, pena un incolmabile “gap d’incomprensione”, così lo stesso diritto ha dei principi e delle regole che la società dell’informazione non può non rispettare, pena il ritorno alla legge di natura.

L’intero progetto testimonia così le difficoltà incontrate dai giuristi nell’analizzare, con gli strumenti normativi classici, argomenti relativi alla sicurezza informatica ed a reati commessi da soggetti con caratteristiche e modalità operative particolari.

Questa considerazione sull’impossibilità di contenere, stringendola con la sola mano del diritto, le diverse realtà legate all’utilizzo delle tecnologie informatiche non preclude, naturalmente, un intervento del diritto penale. La presenza dell’extrema ratio dell’ordinamento giuridico, infatti, non è solo auspicabile ma alla luce della sempre maggiore informatizzazione della società diviene necessaria purché, nei limiti e con le modalità proprie del terreno che si vuole disciplinare. Posto che un intervento regolatore di tipo penalistico è indispensabile, come testimonia la già ricca produzione normativa in materia, il problema diviene quello di ritagliare uno spazio operativo reale in modo da non ridurre il diritto penale ad un semplice simbolo di un mitico controllore dormiente che può solo punzecchiare con uno spillo, se destato da qualche forte interesse, un gigante che quotidianamente cammina e opera  on-line.

Leo Stilo


STRUTTURA OPERATIVA DEL PROGETTO

MACROSEZIONI

Il progetto si suddivide in tre macrosezioni:

  1. La prima, denominata “DOTTRINA”, è diretta a contenere studi di dottrina tesi ad analizzare e criticare, anche da un punto di vista tecnico-informatico e criminologico, i numerosi argomenti che ruotano attorno al diritto penale dell’informatica.
  2. La seconda, denominata “GIURISPRUDENZA”, è dedicata alla raccolta della giurisprudenza più recente e dei relativi commenti, in modo da offrire ai lettori uno “strumento pratico” da poter “spendere” con efficacia nel quotidiano lavoro legato all’esercizio delle professioni legali.
  3.  La terza macrosezione, denominata “APPROFONDIMENTI E NOTIZIE”, è dedicata a contenere una sintetica descrizione di notizie utili a chi abbia bisogno solo di un veloce aggiornamento in merito alle novità magmaticamente sedimentate in tema di diritto penale dell’informatica, con particolare attenzione ai problemi legati al crimine ed alla sicurezza.

INTERAZIONE TRA MACROSEZIONI

Le tre macrosezioni non sono concepite come delle entità irrelate, ma come degli organismi che vivendo tra loro in simbiosi riescono a trarre, gli uni dagli altri, spunti e ragioni di approfondimento.

In realtà, non ci sono diaframmi e neppure immodificabili gerarchie concettuali tra le riflessioni contenute nelle tre diverse sezione; ciascuna rappresenta, infatti, un momento di un unico processo “circolare” di analisi dei fenomeni giuridici in materia di diritto penale dell’informatica: dall’apprendimento di una notizia e da un primo commento, all’analisi attenta e riflessiva della dottrina sino ad arrivare alle concrete e rocciose applicazioni della giurisprudenza…per poi ricominciare senza un ordine prestabilito o cronologicamente preordinato .


COME SI PARTECIPA AL PROGETTO

E’ possibile prendere parte al progetto di ricerca inviando studi di dottrina, studi di giurisprudenza, commenti o semplicemente notizie riguardanti il diritto penale dell’informatica.

Per quanto riguarda la redazione degli elaborati, in linea di massima, si dovranno osservare i seguenti parametri:

  1. STUDI DI DOTTRINA: l’argomento scelto dovrà trarre spunto da quelli indicati nello “Schema generale degli argomenti”, oppure dovrà essere preventivamente concordato con il curatore del progetto. Lo scritto dovrà essere il più possibile sintetico ed accompagnato da una nota bibliografia contenente le opere consultate per la sua realizzazione; la giurisprudenza, inoltre, dovrà essere citata attraverso l’indicazione di tutti gli elementi idonei a facilitarne il reperimento. Per concludere, gli eventuali riferimenti a studi ed articoli pubblicati on-line dovranno contenere almeno l’indicazione dell’Autore, il titolo e l’indirizzo, in modo da agevolarne la consultazione.

 

  1. STUDI DI GIURISPRUDENZA: gli elaborati dovranno essere redatti tenendo in considerazione la struttura minima richiesta per questo tipo di studi.

Lo scritto dovrà contenere i seguenti elementi:

a) un titolo che riesca a far percepire immediatamente l’argomento trattato;

b) una massima (a cura dell’Autore) in cui si mettano in risalto le conclusioni o i punti più interessanti del provvedimento;

c) un commento da sviluppare in estrema libertà di forma e, naturalmente, di contenuti.

 

  1. APPROFONDIMENTI E NOTIZIE: le critiche, le opinioni o le semplici notizie relative ad eventi ritenuti di interesse non devono essere redatte seguendo un quadro prestabilito o particolari vincoli tematici, avendo come unico obbligo solo quello di citare la fonte da cui sono eventualmente tratte.

[ L’indirizzo da utilizzare per inviare i contributi è redazione@crimineinformatico.it ].


SCHEMA GENERALE DEGLI ARGOMENTI

Premessa
Le diverse voci contenute nel presente elenco non costituisco una “lista” immodificabile degli argomenti che verranno trattati durante la realizzazione del progetto, ma vogliono rappresentare un personale punto di partenza, sebbene lacunoso e superficiale, di un articolato e complesso lavoro di studio e di ricerca.

Lo scopo ulteriore, perseguito attraverso la redazione di questo “indice”, è quello di offrire a quanti vorranno prendere parte al progetto una scacchiera di argomenti da cui scegliere, o semplicemente attingere ispirazione, per iniziare un personale percorso di studio e contribuire così al complessivo lavoro di ricerca che troverà in queste pagine un punto di incontro e scontro con il pensiero di altri studiosi. Per questo motivo si possono segnalare nuovi argomenti da approfondire oppure inviare dei consigli per migliorare il progetto o per indirizzare la ricerca verso particolari settori.

Ogni suggerimento sarà tenuto in estrema considerazione alla luce della consapevolezza che per progredire nello studio del diritto penale dell’informatica si deve necessariamente passare attraverso un inteso e critico confronto di idee e di contenuti non solo tra giuristi, ma anche e principalmente tra questi ultimi e gli studiosi di informatica e di criminologia.

  1. IL REATO NELL’ERA DIGITALE
  1. Il crimine e le nuove tecnologie.
  2. L’errore e l’ignoranza nel diritto penale dell’informatica.
  3. Gli elementi del reato informatico.
  4. La struttura della Rete e i complessi e problematici meccanismi di identificazione dell’autore del reato.
  5. Locus commissi delicti e la competenza dell’autorità giudiziaria.
  6. La responsabilità del provider.
  7. Sicurezza informatica e diritto penale: tra prevenzione e repressione.
  1. I CRIMINI INFORMATICI
  1. Aspetti generali dei “Crimini informatici”: dalle liste nere al codice penale italiano.
  2. Danneggiamento di sistemi informatici (art. 635 bis c.p.)
  3. Accesso abusivo ad un sistema informatico (art. 615 ter c.p.)
  4. Detenzione e diffusione abusiva di codici d’accesso a sistemi informatici(art 615quater c.p.)
  5. Diffusione di programmi diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico.(art. 615 quinquies).
  6. Frode informatica (art. 640 ter c.p.).
  7. Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza “informatica” (art. 392 c.p.).
  8. Attentato a sistemi informatici di pubblica utilità( art. 420 c.p.).
  9. Documento informatico e relative ipotesi di falsità (art. 491 bis c.p.).
  10. Violazione o soppressione di corrispondenza (art. 616 c.p.).
  11. Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche (art. 617 quater c.p.).
  12. Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche (art. 617 quinqiues c.p.) .
  13. Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche (art. 617 sexsies c.p.).
  14. Rivelazione del contenuto di documenti segreti (art. 621c.p.).
  15. Indebito utilizzo di carte di credito, di pagamento e di documenti che abilitano al prelievo di denaro ( art. 12 D.L. 3 maggio 1991, n. 143 conv. L.5 luglio 1991, n.197).
  16. Ingiuria e diffamazione a mezzo internet.
  17. Minacce e molestie attraverso mezzi informatici.
  18. Truffa e insolvenza fraudolenta in internet.
  1. RESPONSABILITÀ PENALI , TUTELA DEI DATI PERSONALI E NUOVE TECNOLOGIE INFORMATICHE.
  1. La riservatezza nella Costituzione italiana e nel codice penale.
  2. Internet: crocevia di dati personali.
  3. Il diritto all’autodeterminazione informativa: genesi storica di un diritto fondamentale dell'”homo tecnologicus”.
  4. SPYWARE: un parassita digitale dai mille untori.
  5. SPAMMING: problemi giuridici di un allarmante fenomeno in continua espansione.
  6. COOKIES: tra paure infondate e reali problemi di raccolte occulte.
  7. La vita privata e il terrore: aspetti positivi e negati di un controllo elettronico di massa.
  8. Posta elettronica e controllo dei lavoratori dipendenti.
  9. Le norme penali contenute nella legge n. 675 del 1996 (prima e dopo la riforma del decreto d.lgs n. 467 del 2001): omessa o infedele notificazione ; il trattamento illecito di dati personali; omessa adozione di misure di sicurezza; inosservanza dei provvedimenti del Garante.

LA TUTELA PENALE DEL DIRITTO D’AUTORE NEL SETTORE INFORMATICO

  1. La riforma della tutela penale del diritto d’autore (legge 248 del 2000 e D.lgs. n. 68 del 2003 e ss. mod.).
  2. La tutela penale del software.
  3. Le singole fattispecie penali della legge n. 633 del 1941.
  4. Banche dati e disciplina penale.

 

LA TUTELA PENALE DEI MINORI IN RETE

  1. Pornografia minorile (art. 600 ter c.p.).
  2. Detenzione di materiale pornografico (600 quater c.p.).
  3. Pornografia minorile: un reato che oscilla tra “cessione e divulgazione”.
  4. Pornografia minorile tra chat, email e p2p.
  5. Responsabilità dell’Internet Server Provider.
  6. Nuovi strumenti di lotta alla “pedofilia”: tra agente provocatore e particolari strutture di polizia.
  7. L’errore sull’età dei soggetti ritratti.
  8. Proposte di legge e nuove prospettive di riforma.</p>